domenica 15 novembre 2009

lo sapevo che non avrei dovuto comprare il codice di procedura penale commentato (da 70 euro)


Ecco!
Io lo sapevo che dopo la sentenza della Corte Costituzionale sulla bocciatura del Lodo Alfano qualcuno avrebbe pensato ad una soluzione alternativa.
Sapevo che mi avrebbero cambiato il codice di procedura penale a ridosso dell'esame. Ma la mia immaginazione non arrivava a tanto, giuro.

martedì 4 agosto 2009

altro giro altro regalo


Fra pochi giorni partiranno le famose ronde cittadine per assicurare la sicurezza a tutti i cittadini (si badi bene, solo ai cittadini) e già mi sento più sicura.

Nei giorni scorsi, leggendo un romanzo di uno scrittore cinese, che ha saputo descrivere magnificamente la società cinese dei primi anni '90, mi ha colpito il fatto che anche in Cina in quegli anni venivano impiegati ex lavoratori in pensione e volontari come ausiliari delle forze dell'ordine. Ecco da dove derivano le ronde nostrane, mi sono detta! Wow, stiamo diventando un vero Paese comunista.


Dopo aver saziato la mia incredibile voglia di cibo cinese, che mi è venuta sempre leggendo questo famoso libro, ho ripensato ancora un po' a questa storia delle ronde e proprio non mi convince.

A parte che uno dovrebbe capire esattamente di cos'ha paura la gente prima di sguinzagliare poliziotti per le strade in nome della sicurezza. Cosa significa sicurezza? non credo ci sia una risposta condivisa sul punto. Ogni individuo teme qualcosa (o qualcuno), ma questo timore non equivale necessariamente ad una reale esigenza sociale che necessita risposte. Una mia amica, ad esempio, ha la fobia che la sua casa venga occupata. Mia mamma da piccola aveva paura degli zingari perché le avevano detto che rubavano i bambini. Qualcuno ancora oggi ha paura dell'uomo nero perché gli hanno detto che così deve essere...insomma ognuno ha le sue paure.

Cosa possano fare le ronde per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini non lo so e non riesco proprio ad immaginarlo.

In genere conferire "potere" - che può essere rappresentato anche da una semplice striscia sul braccio - ad individui che non lo sanno gestire è sempre molto pericoloso.

Qualcuno di questi signori potrebbe sentirsi un paladino della legge e come tale comportarsi, finendo col fare più danni che altro.

Non so...staremo a vedere, ma ripeto, non mi convince affatto.

Ps: mi piacerebbe molto di più il supereroe Shpalman!!

martedì 28 luglio 2009

sprechi


Per combattere l'apatia che mi colpisce in questi giorni di fine luglio, mentre sogno il mare e invece l'unico mare che vedo è quello del salva schermo, ho pensato che indignarmi un po' per alcune cosucce mi avrebbe distratto a sufficenza.

Riprendo alcune notizie pubblicate sul sito de "L'espresso".

La prima riguarda il vice sindaco di Treviso (il signor Gentilini) il quale ha ottenuto dal proprio Comune una sovvenzione per la pubblicazione di un suo libro contenente tutte le sue frasi celebri.

Dev'essere molto interessante, immagino, e sicuramente colorito, visto l'autore.

Ma sorvolando su quelle che possono essere le preferenze accordate dal Comune di Treviso agli autori, quello che lascia un po' interdetti è sicuramente lo scopo del libro: "ricordare ai cittadini l'operato dell'amministrazione comunale".

Va bene che la gente ha la memoria corta, ma che bisogno c'è di queste autocelebrazioni!!

(fra parentesi questa sovvenzione per la pubblicazione del libro in questione è costata non poco al Comune di Treviso, il quale ha preferito divulgare il manuale di Gentilini piuttosto che investire nel sociale. Ma si sà, le giovani menti vanno educate e coltivate a qualsiasi prezzo).


altro giro, altro regalo...la Sicilia ne ha uno per tutti. Milioni di euro spesi in regali natalizi dal Presidente della Regione, destinati a chiunque passasse per la strada, o quasi...Gemelli d'oro, gioielli, sciarpe di seta, bottiglie pregiate e via discorrendo.

Mannaggia a me che non mi trovo mai nel posto giusto al momento giusto, che non rischio mai di essere candidata al Parlamento Europeo e che devo cercare di far quadrare il bilancio evitando inutili sprechi.

Peccato però, mi sarebbe proprio piaciuta una sciarpetta di seta.


martedì 14 luglio 2009


giovedì 25 giugno 2009

condomini e dintorni


Il diritto del condominio e delle locazioni è il mio incubo. Mi sono studiata due libri pieni zeppi di dottrina e giurisprudenza e ancora esistono nella mia testa domande a cui non so dare una risposta.
sono incredibili le cose che possono accadere in un condominio.
Prima di tutto bisogna dire che i nomi che danno a questi complessi sono ridicoli e non si confanno per nulla alla reale natura di quei luoghi.
di solito spaziano da: "Gioia", "Sole", "Begonia", "Girasole", "Serenità", "Belmonte" ecc...nomi che evocano immagini piacevoli, prati fioriti e colline verdeggianti, mentre spesso stiamo parlando di blocchi di cemento stile casepopolaridimestreannisessanta che di bello non hanno proprio niente, ma soprattutto, nonostante si cerchi di creare una parvenza di armonia e pace, in realtà NON C'E' GIOIA NEI CONDOMINI.
Le peggiori bassezze avvengono fra quelle quattro mura, si sa, l'erba del vicino è sempre più verde, le piante troppo profumate, i vetri troppo sporchi, la biancheria troppo stesa e la lavatrice fa troppo rumore e tutto questo genera una serie di lamentele, pettegolezzi e liti a non finire.
Se non esistesse il condominio vivremmo tutti felici e contenti.
Un tizio oggi al telefono era distrutto, lo si sentiva dalla voce, a causa del rumore notturno della lavastoviglie del ristorante aperto sotto il suo appartamento.
Aspetto il certificato medico del suo psicanalista che certifichi i danni che ha subito e sta subendo per colpa di quel ristorante.
Una storia terribile (queste sono le emozioni più forti in cui può imbattersi un civilista?).va beh, ok, se capitasse a me nemmeno io sarei proprio contenta, ma lo psicanalista mi sembra un po' eccessivo, no?
Comunque ora, felicissima della mia casetta singola, non sento più il rumore dello sciacquone dell'idraulico di sopra, (che iniziava la sua giornata alle 5,30 del mattino, quando io, ancora nel mondo dei sogni, venivo brutalmente trasportata alla realtà da questo scrosciare di acque) solo qualche nottambulo del bar sulla fondamenta rompe un po' le balle, quando, dopo qualche bicchierino di troppo,si mette a cantare Frank Sinatra sotto la finestra della camera. Poco male, la situazione è comunque migliorata.
Se le cose dovessero peggiorare, comunque, penso che mi rivolgerò ad un massaggiatore, così, giusto per rilassarmi e scacciare lo stress.

martedì 9 giugno 2009

dove vai, bianconiglio?


piccolo coniglietto, dove stai scappando?
me ne vado da qui
e perché?
sono stufo, stufo e arcistufo!!
di cosa, bel batuffolino di pelo??
di dovermi travestire da lupo....

oggi udienza di discussione in un piccolo tribunale sperduto nella campagna veneta. All'ora di pranzo. Al posto della mia pausa pranzo.
devo sostenere che una mail inviata dal nostro assistito, in cui lo stesso si riconosce debitore verso la controparte, non sia stata scritta da lui - nonostante riporti il nome e l'indirizzo della sua ditta - poiché in calce manca la sua firma.
Ovviamente nessuno ci crede. Per quanto si possa dire che oltre al bianco e al nero ci sono tante sfumature di grigio, è molto difficile spacciare il bianco per il nero così sfacciatamente (solo certi presidenti del Consiglio ci riescono). E soprattutto è molto difficile che gli altri ci caschino (a parte la maggioranza degli italiani, a quanto pare).
Il Giudice si è riservato di decidere, ma credo di non averlo convinto.
In compenso mi sento un po' scema. Non sopporto chi nega l'evidenza, chi travisa i fatti più lampanti per distorcerli a proprio piacimento, chi deve per forza raccontare qualcosa, anche quando farebbe meglio a stare zitto. E mi tocca farlo. Ma perché mi chiedo?
....

Me lo sto ancora chiedendo...

giovedì 28 maggio 2009

un po' di Ungheria



Con un po' di nostalgia per la mia Budapest, per l'orario di lavoro in Ambasciata e per la cucina ungherese, penso che questa ricetta sia cascata prorpio a fagiolo.

Un anno fa, il mio amico Gabor, che di professione legge giornali (e li traduce dall'ungherese all'italiano) e ama moltissimo cucinare (con successo, direi) mi proponeva di scambiarci ricette per tutto l'anno e di pubblicarle qui affinchè diventassero patrimonio dell'umanità.



Peccato che poi il progetto subiva vari intoppi, ma oggi finalmente possiamo cominciare in grande stile con un dolce tipico molto elaborato!
ecco a voi, dunque. Tutto quello che trovere di seguito è scritto da Gabor. Grazie!!


Si tratta di un dolce (come secondo piatto dopo una zuppa abbondante, tipo alle fave con zampa oppure, gulash; ma ci vedo benissimo il vostro minestrone leggendario).In ungherese si chiama aranygaluska -- arany = oro (perché avrà un colore dorato), galuska ~ gnocchetti (ma non quelli duri, questi saranno lievitati)
Si tratta di gnocchetti che saranno serviti in un mare di crema liquida alla vaniglia oppure al vino -- io li ho mangiati solo con la vaniglia. (Gli gnocchetti e la crema s'incontrano solo sul piatto su cui serviamo il tutto.)
Ingredienti per 6 personePer la pasta lievitata (ci vorrà ancora del burro, noci, zucchero e cannella, vedi nel procedimento)-- 500 g di farina (00 va benissimo, ma si potrebbe provare con la manitoba, noi non ce l'abbiamo)-- 3 dl di latte-- 80 g di zucchero-- 30 g di lievito di birra (attenzione, se c'è troppo lievito crescerà troppo)-- 3 tuorli-- 80 g di burro sciolto-- scorza di limone grattugiata-- un pizzico di sale
Prepariamo l'impasto. L'ambiente in cui lavoriamo dovrebbe essere tiepido (non freddo), senza correnti. La farina e i tuorli dovrebbero essere portati a temperatura d'ambiente (che non siano freddi); è utile setacciare la farina prima dell'uso (così contiene più aria, diventa più leggera, si riscalda un po'). Il burro sciolto non dovrà essere bollente, solo tiepido (altrimenti ammazza il lievito).
Sciogliamo un po' di zucchero nel latte tiepido (non bollente e non freddo!; lo zucchero darà da mangiare al lievito), poi ci aggiungiamo il lievito, sbriciolando. Poi aspettiamo 5-15 minuti che il lievito venga a galla, cresca, cominci la fermentazione.
Lavorando con un cucchiaio di legno mettiamo in un recipiente la farina a fontana, aggiungiamo il latte con il lievito e tutti gli altri ingredienti elencati dell'impasto (preferibilmente senza buttare il sale nel lievito). Avremo un impasto molto umido, abbastanza duro, non si può lavorarlo con le mani perché è troppo appiccicoso. Bisogna elaborarlo a lungo con il cucchiaio di legno (è un lavoro _duro_), finché sarà pieno di bollicine d'aria. (Naturalmente è possibile lavorarlo anche con un'impastatrice.) Alla fine cospargiamo l'impasto leggermente con un po' di farina, lo copriamo con un panno e lasciamo che si raddoppi in volume in un luogo ben tiepido.
Quando l'impasto è lievitato, lo versiamo su un piano di lavoro leggermente infarinato, poi lo stendiamo per lo spessore di cca. 1,5-2 cm. Tagliamo l'impasto in gnocchetti con un tagliapasta (dimensioni di una noce cca.), immergendo in burro sciolto tiepido ogni singolo pezzo (la manovra dura un po' e richiede cca 50-70g di burro). Il burro sarà importante affinché non si bruci il tutto e che abbia un bel colore dorato. Mettiamo gli gnocchetti stretti stretti in un tegame abbastanza profondo. Avendo finito il primo strato, lo cospargiamo abbondantemente con una miscela di noci tritate, zucchero e cannella in polvere (è prevista anche l'uva passa, che a me non piace). Continuiamo con gli strati e cospargendo sempre con noci-zucchero-cannella fino all'esaurimento degli gnocchetti. (Di queste quantità da me ci saranno 3 strati.) Lasciamolo riposare e lievitare in luogo tiepido per 35-40 minuti. Così si raddoppia ancora.
Infine, riscaldiamo il forno a temperatura media (la temperatura dovrebbe essere possibilmente ben costante durante la cottura; per gli impasti lievitati non vanno molto bene i forni moderni che fanno circolare l'aria). Da me si cuoce in 15-20 minuti. Cuociamo finché il tutto avrà un bel colore dorato (se fuori cuoce troppo velocemente e dentro è ancora crudo -- si può controllare con una forchetta --, si può coprirlo con carta stagnola). A fine cottura si stacca facilmente dal tegame.
Crema alla vaniglia (preparatela in abbondante quantità, più ce n'è, meglio è -- io userei minimo 0,5 l di latte, ma anche un litro! -- le proporzioni non cambierebbero tanto, ma vi consiglio di regolare soprattutto le uova e lo zucchero)Ingredienti-- 3 dl di latte freddo-- 2 uova-- 100 g di zucchero-- 1 cucchiaino di farina-- 1 bustina di zucchero vanigliato
Battiamo i 2 tuorli delle uova nel latte con un frullino, aggiungiamo lo zucchero e la farina. A bagnomaria cuociamo la crema, battiamo un po' di schiuma. La crema dev'essere poco densa. La togliamo dal fuoco ci mescoliamo l'albume montato delle 2 uova e lo zucchero alla vaniglia. Si serve calda.
Crema al vinoIngredienti-- 2 dl di vino bianco-- 1 dl di acqua-- 2 uova-- scorza grattugiata di un mezzo limone-- 100 g di zucchero-- 1 cucchiaino di farina
Mescoliamo tutti gli ingredienti, poi cuociamo la crema a bagnomaria, battendo schiuma. Si serve calda.